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08/06/2016 | 17:01

L'homepage del sito del comune di Cavallino è inaccessibile ai cittadini che vogliono consultarlo. Chiunque digiti l'indirizzo si troverà davanti una schermata con uomini armati e scritte indecifrabili. La firma è di 'Ayyildiz tim'.


la homepage del comune di Cavallino


Cavallino. Chiunque per un motivo o per un altro si sia imbattuto in queste ore sul sito del comune di Cavallino, sarà sicuramente rimasto sorpreso. Digitando l’indirizzo www.comune.cavallino.le.it anziché la classica schermata che fornisce informazioni sulla vita amministrativa della città alle porte di Lecce è spuntata fuori una foto quasi inquietante con una serie di scritte per i più incomprensibili che, probabilmente, significano soltanto una cosa: che il sito è stato hackerato.
 
Insomma, l’homepage è di fatto inaccessibile ai cittadini e probabilmente anche a chi amministra il sito web. Al suo posto è comparsa una schermata “inusuale” con uno scatto che ritrae alcuni uomini in divisa, con il volto coperto e armati di mitra e alcune frasi indecifrabili. I più curiosi sono subito corsi su google translate per capire cosa significassero, con pochi risultati. Nessuno riesce a capire cosa sia successo o chi abbia potuto prendere di mira il sito del comune. Né è chiaro il perché: se si tratti di un tentativo di lanciare un ‘messaggio’ forte o piuttosto un attacco mosso da ‘ragioni personali’.
 
A questo punto, messo fuori uso il portale, il caso finirà sotto la lente di ingrandimento della polizia postale che, negli ultimi anni, ha dovuto trattare sempre più spesso episodi di siti istituzionali presi di mira.  
 
Poco meno di un mese fa, ad esempio, era stata hackerata la home-page del Liceo Capece. Al posto del sito istituzionale dell’istituto magliese, infatti, erano state inserite immagini cruente della guerra in Siria. A rivendicare il gesto fu un gruppo riconducibile alla cellula ‘Al Fallag’, pirati informatici islamici capaci, già in passato, di infiltrarsi su alcuni siti web. 20mila quelli francesi pressi di mira.
 
Qui, la firma che capeggia in alto è quella di ‘Ayyildiz tim’. 




Autore: A cura della Redazione

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1 commento inserito
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  Fabrizio
Commenti: 136

utente dal 31/05/2014
Sono i server di ARUBA che vengono presi di mira da tutti gli hacker.