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18/01/2016 | 19:44

'Una brutta pagina di politica. La Segreteria provinciale non deve svilire o mortificare il ruolo del Pd'. Così Salvatore Capone su quanto sta accadendo a Cavallino e sulla decisione del Pd provinciale di commissariare il locale circolo e il segretario Roberto Serra.


Bandiere del Partito Democratico


Cavallino. Strana sorte quella del circolo del Partito Democratico di Cavallino, intitolato a Fernando Carlà, l’ex tesoriere scomparso qualche anno fa, che sempre si era speso per mantenere alto il dibattito politico all’interno del suo schieramento. Oggi, quella sezione diventa il campo minato per una battaglia senza quartiere tra Salvatore Piconese, segretario provinciale e Roberto Serra, l’ormai ex segretario cittadino del comune alle porte di Lecce, commissariato in quanto si sarebbe opposto alla linea politica dettata dal partito. La questione, come è ormai noto da qualche giorno, sta tutta nel nodo-alleanze per le prossime elezioni amministrative: Serra ha rifiutato di sposare la scelta di via Tasso di presentarsi con un listone unico insieme a Forza Italia a sostegno di Carla Rugge.    
 
Il circolo cittadino questa alleanza con il nemico forzista proprio non l’ha digerita dal momento che così facendo il Pd rinuncerebbe a puntare su un proprio candidato con una storia di militanza nella sinistra alle spalle. Oggi a sostegno di Serra e contro Piconese scende in campo in maniera durissima il parlamentare Salvatore Capone che attacca a testa bassa la segreteria provinciale rea, a suo dire, di aver scritto una brutta pagina nella politica locale.
 
«Il compito della segreteria provinciale afferma Capone, è quello di lavorare insieme ai circoli territoriali nella ricerca delle candidature più forti e credibili, non quello di svilire o mortificare il ruolo del Pd che deve assolutamente restare elemento determinante nella costruzione delle coalizioni del centro sinistra e delle alleanze».
 
« La cantilena del Segretario Piconese a questo punto delle cose diviene ripetitiva e poco interessante.  C’è una domanda che oggi poniamo alla segreteria provinciale e per la quale attendiamo di avere una risposta: quali sono i motivi reali alla base del commissariamento, dal momento che lo stesso è una evidente violazione dello norme statutarie? Questo è il nodo.  In gioco – continua il parlamentare del Pd - non è solo l’operato del segretario di circolo, l’amico Roberto Serra, ma l’agibilità politica stessa di un partito e dei suoi iscritti, dei suoi militanti. È difficile, dunque, capire il cambio di linea della segreteria provinciale ma è evidente come imporre una candidatura dall’alto senza discussione rischi di tradursi in una spaccatura irreversibile, di cui qualcuno dovrà assumere piena responsabilità».
 
Ironici i grillini che non perdono occasione per ricordare al Partito Democratico i tanti inciuci con la destra a livello nazionale e regionale. «Non si tratta neanche più di assurdità - dichiarano i consiglieri pentastellati - ormai il Partito Democratico rasenta il ridicolo. Solo pochi giorni fa in un comunicato chiedevamo al presidente Emiliano se davvero lui ed il suo partito non vedessero altra strada per arrivare al potere se non quella del compromesso con chiunque e dell’inciucio. Ed ecco che ci arriva la risposta: addirittura chi oggi fa parte del PD è obbligato ad allearsi con la destra. E’ obbligato a mettere da parte gli ideali per far spazio alla sete di potere e all’arrivismo politico. E’ obbligato a seguire la linea del governo nazionale guidato da Renzi con il patto del Nazareno e quella del governo regionale guidato da Emiliano che ha nominato suo neo consigliere Francesco Schittulli, realizzando quello che abbiamo ribattezzato il “Patto del Nazario”. E’ deprimente pensare che sia questo partito a guidare il nostro Paese e la nostra regione, non a caso siamo nelle condizioni che tutti conoscono.”». 




Autore: A cura della Redazione

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