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08/07/2016 | 17:32

La signora Anna Maria, di anni 61, dopo aver inutilmente chiesto aiuto al proprio Comune di residenza, si è rivolta a Codici Lecce per sensibilizzare l'opinione pubblica: serve un alloggio entro poche settimane. Purtroppo nei giorni scorsi ha ricevuto la lettera di sfratto.


Cavallino (ph. www.wikipedia.org)


Cavallino. La signora Anna Maria può contare su una misera pensione di invalidità di circa 230 euro mensili. Nonostante ciò, nei giorni scorsi ha subito l'inatteso sfratto per morosità dal padrone di casa e, con esso, l'atroce prospettiva di finire in strada. Condizione inaccettabile per ogni essere umano ma, nel caso specifico, ancor più grave in ragione delle sue condizioni di salute. Prima di rivolgersi a Codici Lecce – associazione impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, con particolare riferimento alle persone più indifese ed emarginate – a seguito della notifica dello sfratto la signora Anna Maria si è recata più volte presso il Comune di Cavallino, senza tuttavia ottenere alcuna risposta concreta e risolutiva né dal Sindaco uscente Michele Lombardi né, sino ad ora, dal neo Sindaco Bruno Ciccarese.

Stando a quanto riporta una nota inviataci dall’Associazionedell’avvocato Gallotta, proprio oggi la disperazione stava spingendo la signora Anna Maria a compiere un tragico gesto estremo, evitato solo grazie al pronto intervento dei vicini di casa, suoi unici punti di riferimento in una esistenza contrassegnata da solitudine e precarietà.

Siamo convinti che il problema debba essere quanto prima affrontato e risolto dalle istituzioni localidichiara l'avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce – la data del rilascio è fissata per settembre prossimo ed è inaccettabile e non degno di una società civile che un'invalida, ultrasessantenne e sola, finisca in strada nella totale indifferenza di tutti”.

Occorre garantire i diritti costituzionali alla salute – conclude – all'assistenza sociale e all'abitazione, quale elemento essenziale per garantire a ogni essere umano un'esistenza libera, dignitosa e salubre”.




Autore: A cura della Redazione

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